
Ventura Giocattoli: quando il gioco diventa cultura
Nata nel 1936 dall’intuizione di Angelo Ventura, l’azienda cresce da piccolo laboratorio artigianale a realtà industriale d’eccellenza nel panorama italiano del dopoguerra.
A Torno, sulle sponde del Lago di Como, Ventura Giocattoli inventa, sperimenta e produce oggetti capaci di far sognare generazioni di bambini: auto filoguidate, lavatrici-giocattolo, calcetti meccanici e giochi marinari in legno e metallo diventano simboli di un’Italia che rinasce.
Oltre all’innovazione, Ventura è anche un’impresa fondata sui valori della famiglia, del lavoro condiviso e della responsabilità sociale. Chiusa nel 1983, la sua eredità vive nei giocattoli oggi considerati vere opere d’arte e oggetti da collezione.
Ogni giocattolo d’epoca custodisce una storia.
Non solo quella della sua produzione, del marchio che lo ha creato o dei materiali usati, ma soprattutto quella delle mani che lo hanno toccato, dei bambini che ci hanno giocato, dei sogni che ha alimentato.
Non è vero che non si gioca più perché s’invecchia.
È invece vero il contrario: si invecchia quando si smette di giocare. Questo perché il gioco, grande o piccolo che sia, alimenta la fantasia, il sogno, la creatività, promuove l’incontro e stimola da un lato la riflessione, dall’altro la progettualità.
Di fronte a queste vere opere d’arte è come calarsi in una straordinaria macchina del tempo, per esplorare l’epoca in cui esisteva il “gioco lento”.
È come riscoprire un vecchio film in bianconero, di quelli a lieto fine, seminando gioco e fantasia, e raccogliendo, se non proprio felicità, almeno lietezza.



